La Facoltà di Scienze Motorie va a canestro. Intervista al campione Charlie Recalcati

Dalla Nazionale all’Alma Mater: intervista a Carlo Recalcati, già campione del Cantù, del Parma e della Fortitudo, e allenatore della nazionale di Basket per 8 anni (2001-2009).

Lo abbiamo raggiunto al telefono e ci ha anticipato alcune idee, che esporrà all'incontro con gli studenti della Facoltà di Scienze motorie, in programma a Bologna nel corso della seconda Giornata dell'Orientamento, che l'Università “Alma Mater Studiorum” ha organizzato nel Quartiere fieristico (stand 33, ore 9).

Lei è stato giocatore di basket, poi allenatore e ora è coordinatore per la Fip. Cosa consiglia ad un giovane che voglia intraprendere una carriera da allenatore partendo da una formazione universitaria?

L'esperienza sul campo è fondamentale, ma una Facoltà come Scienze motorie offre entrambe le possibilità: crescere sia nella tecnica, sia nella teoria.

Le competenze professionali richieste dal preparatore atletico sono estremamente connesse con il Corso di laurea in Scienze Motorie. Un laureato in questa disciplina acquisisce un bagaglio di conoscenze tecnico sportive e di scienze del movimento, che gli consente di poter costruire una squadra. La Fip se ne è resa conto e dal 2001 sta tenendo corsi per preparatori atletici di basket, a cui accedono i laureati. Negli ultimi otto anni sono stati formati circa 500 preparatori atletici con una visione completa delle necessità del gioco ad alti livelli. Tutte queste persone sono state in precedenza preparatori atletici e ora aspirano ad una carriera di allenatore, ma l'avere alle spalle una formazione accademica è sempre un vantaggio.

Negli ultimi anni si nota l'abbandono dell'attività sportiva da parte dei giovani tra i quindici e i sedici anni. Ciò si verifica anche nel basket?

L'ingresso nel mondo della pallacanestro avviene con il mini basket e dura fino ai 12-13 anni; l'attività giovanile si conclude a 18-19 anni, ma solo il 50% completa il percorso formativo.

Questo fenomeno è evidente, ma non ne conosciamo bene le cause. Si può pensare alla grande concorrenza, visto che ci sono tante attività sportive. Quanti abbandonano la pallacanestro per giocare a pallavolo?Quanti poi realmente abbandonano lo sport?


Bisognerebbe fare un' analisi, probabilmente i bambini che si avvicinano al basket sono spinti dai genitori e gli adolescenti invece valutano e scelgono, così che se non c'è passione essi cambiano sport, e se abbandonano hanno a disposizione talmente tante alternative anche non sportive, come la musica, per cui è facile che si verifichi un calo nei praticanti.

Molti ragazzi che giocano a basket non hanno solide motivazioni, anche perché nel basket i corsi partono a settembre ma le prime partite si fanno nel gennaio successivo, mentre nel calcio giochi una partita già da settembre, ecco perché molti cambiano attività sportiva.

Queste sono tutte ipotesi o meglio sono tutti fattori che potrebbero concorrere all'abbandono, ma una risposta certa non l'abbiamo.

Quali sono i valori degli sport di squadra che andrebbero consegnati alle nuove generazioni?

La squadra o gruppo costituisce un ambiente in cui si svolge un'attività collaborativa; ciò che tu fai è legato a ciò che fa il tuo compagno o a chi è in campo con te. Acquisire questa mentalità è fondamentale, non solo in campo, ma anche nel lavoro.

Nello sport di squadra importante non è l'individuo, ma il gruppo; l'esito non è mai aritmetico, per vincere occorre che tra le individualità ci sia compatibilità tecnica, fisica, caratteriale, in una parola: comprensione reciproca.

Nello sport di squadra se non si è i migliori non importa, essere bravi aiuta, ma essere normali va anche bene, forse un compagno coprirà le nostre carenze, e viceversa.

La solidarietà: ecco ciò che fa grande una squadra.

Quando lei parla di basket afferma che è bene effettuare buoni tiri nella situazione di blocco, cioè prima che la palla si fermi, quindi occorre creare spazi e di conseguenza collaborazione, avendo davanti un pubblico di sportivi. Potrebbe dirci come si sviluppa questa tecnica?

La pallacanestro moderna gioca molto sui tempi di esecuzione e la capacità di occupare lo spazio, e per riuscire ci deve essere collaborazione tra i giocatori. Un grave errore nel basket sarebbe posizionare i giocatori tutti nello stesso spazio. Sappiamo che un campo di basket è grande m 14x26, e metà campo è grande m 13x 14; se ho solo 5 giocatori, non devo posizionarli nello stesso fazzoletto di terreno, è invece importante distribuirli in modo omogeneo.

Fondamentale è coprire la metà campo per ottimizzare i tempi d'esecuzione ed effettuare i tiri migliori.


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